L’Economia del Mare rappresenta oggi un comparto particolarmente rilevante per il Sud Italia. Questo macrosettore economico incide sul Valore Aggiunto del Sud Italia per il 4,4% contro il 3% a livello nazionale. Allo stesso modo incide per il 5,7% degli occupati e per il 4,6% del totale delle imprese, contro un peso a livello nazionale rispettivamente del 3,5% e del 3,4% al 2020.
L’Economia del Mare nel Sud Italia registra un moltiplicatore economico pari a 1,8 (che raggiunge il 2,8 per il sub-settore della movimentazione di merci e passeggeri).
I porti del Sud Italia vantano numerosi primati nazionali e internazionali: rappresentano il 46% del traffico merci via mare italiano e contribuiscono all’internazionalizzazione delle imprese. Il 64% dell’import-export del Sud Italia avviene infatti via mare (contro il 36% del Centro-Nord).
I porti del Sud Italia sono inoltre rilevanti anche nel traffico passeggeri: pesano per il 33% del traffico crocieristico nazionale e molti nuovi terminal crocieristici sono stati pianificati a Sud: Palermo, Messina, Trapani, Bari, Porto Empedocle.
Più in generale, a livello nazionale, almeno un porto del Sud Italia si posiziona nella top 3 in tutti i segmenti del trasporto merci marittimo, mentre insieme, la macro-area, ha un vantaggio competitivo nel trasporto merci a corto raggio, sempre più rilevante con la regionalizzazione delle catene di fornitura e in grado di rendere il Sud Italia vera e propria cerniera tra Europa, area MENA e Mediterraneo Allergato.
Il Sud Italia, inoltre, contribuisce in maniera sostanziale alla performance italiana nell’ambito crocieristico: Nel 2019 contava, infatti, 3 porti nella top-20 del Mediterraneo per traffico croceristico (Napoli, Bari e Palermo) che hanno movimentato oltre 2 milioni e mezzo di persone. Nel 2020, pur nel contesto straordinario del Covid-19, il Sud Italia ha pesato per il 33% del traffico crocieristico nazionale totale. Al tempo stesso, nella fase di ripresa, ha registrato una crescita più marcata rispetto al resto d’Italia: +544% tra il 2020 e il 2021, raggiungendo il 37% del totale del traffico crocieristico nazionale.