Agroalimentare

Dati Italia

L’agroalimentare è uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy: il Valore Aggiunto della filiera ammonta a 64,1 miliardi di Euro al 2020.

L’Italia è anche il 2° Paese in Europa per incidenza dell’agrifood sul PIL (3,9%).

L’eccellenza italiana si basa su un elevato numero di prodotti di qualità. La Penisola, infatti, si attesta al 1° posto al mondo per numero di prodotti DOP, IGP, STG con 875 prodotti Food&Beverage censiti su 3.362 in totale in Europa.

Inoltre, è il 1° Paese al mondo per produzione di vino, pari al 19,4% del totale e il 2° Paese al mondo per export dello stesso prodotto (6,3 miliardi di Euro nel 2020).

La produzione agroalimentare italiana è fortemente orientata alla sostenibilità, come testimoniato dalla percentuale di superficie dedicata all’agricoltura biologica, che al 2019 è pari al 15% del totale.

Dati Sud Italia

Alla filiera agroalimentare italiana il Sud contribuisce in modo incisivo, con un contributo del settore al Valore Aggiunto del 20,4% (vs. 11,3% media Italia) e all’export del 14,0% (vs. 9% media Italia) producendo rispettivamente 6,5 e 6,6 miliardi di Euro.

L’elevata specializzazione in questa filiera ha implicato un saldo positivo della bilancia commerciale del Sud Italia, con un surplus di 2,3 miliardi di Euro.

L’Agroalimentare meridionale impiega nel complesso 134.957 addetti ripartiti in 27.546 unità locali, con un’incidenza sul totale dei primi del 22,5% e delle seconde del 26,8% (vs. media Italia rispettivamente del 12,1% e 14,7%).

Unità locali

Sud
26.8%
Italia
14.7%

Addetti

Sud
22.5%
Italia
12.1%

Valore aggiunto

Sud
20.4%
Italia
11.3%

Export

Sud
14%
Italia
9%

Inoltre, il Sud Italia contribuisce al raggiungimento dei target delineati nella strategia europea per la sicurezza alimentare, in particolare sul target dedicato alla percentuale di colture biologiche.

Le Regioni del Sud, infatti, si collocano nella parte superiore della classifica che misura la quota di superficie agricola utilizzata per colture biologiche sul totale. Ai primi due posti è possibile trovare Calabria e Sicilia, con una copertura rispettivamente del 36,4% e 25,8%, che già supera il target del 25% prefissato dall’Europa al 2030.

Calabria
36.4%
Sicilia
25.8%
Lazio
23.23%
Marche
22.2%
Toscana
21.7%
Basilicata
21%
Puglia
20.7%
Emilia R.
15.4%
Umbria
13.9%
Campania
13.1%
Abruzzo
11.4%
Liguria
11.2%
Sardegna
11.2%
Veneto
6.2%
Molise
6.2%
Valle d'Aosta
6.2%
Lombardia
5.9%
Trentino A. A.
5.5%
Friuli V. G.
5.5%
Piemonte
5.3%

La produzione agroalimentare del Sud vanta, inoltre, un elevato numero di prodotti di qualità. Sono infatti 164 i cibi DOP, IGP e STG, rappresentando oltre la metà del totale italiano (pari a 316) con un controvalore commerciale pari a circa 1 miliardo di Euro, e 179 i vini DOP e IGP, con un controvalore di 1,4 miliardi di Euro, rappresentando il 34% del totale nazionale.

In aggiunta, le Regioni del Sud contano in totale 20 Bevande Spiritose IG e 145 prodotti Presidio Slow Food.

Alla luce di queste evidenze il Sud Italia – per la sua produzione di qualità e le sue tradizioni in comune con molti Paesi del bacino del Mediterraneo – può assumere una posizione di frontiera nelle sfide legate alla sicurezza alimentare di tutta l’area mediterranea, contribuendo all’accorciamento delle catene del valore (in un’ottica di nearshoring) e riposizionando l’asse produttivo delle filiere nel Mediterraneo.